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È una malattia della cornea (fig.1 e 1bis) per cui una zona, più o meno centrale di essa, assume una forma caratteristica appuntita, “conica” da cui il termine Kerato (cornea in greco) Cono.

Il motivo di questa alterazione rimane tuttora sconosciuto, nonostante diverse ipotesi siano state avanzate: questo contribuisce a mantenere un alone di mistero su questa patologia corneale, sia per la scarsa incidenza statistica, che per le caratteristiche particolari, che la rendono diversa dai difetti visivi comuni.

Infatti è spesso un’esperienza frustrante per la persona affetta da questa patologia non ricevere chiare spiegazioni su che cos’è, e vivere una situazione di difficoltà visiva in cui le correzioni classiche con occhiale o con banali lenti a contatto morbide danno poca soddisfazione, spesso con fasi di variazione dei valori nel giro di qualche mese, e con una correzione spesso non soddisfacente ed a volte non adeguata per svolgere le normali attività.

La cosa è resa ancor più preoccupante dal fatto che si parla anche di operazioni chirurgiche associate a questa malattia, e spesso le persone temono di perdere la vista a causa di essa.

Nella pluridecennale esperienza del nostro centro, specializzato nell’affrontare queste problematiche, spesso occorre spiegare alle persone affette dalla malattia, ed ai parenti che le accompagnano, che, pur essendo misteriosi i motivi, si sa cosa fare nelle varie fasi della patologia, a patto di rivolgersi sia ad oculisti esperti in questo campo, che a tecnici applicatori con profonda esperienza nel seguire questi casi, e forniti di strumentazione e tecnologie applicative adatte a fornire la migliore soluzione adatta al singolo caso.

Occorre mettere in rilievo che la correzione visiva del cheratocono è molto delicata, infatti le correzioni classiche con occhiali (normalmente le prime usate) spesso non sono adeguate: nella figura riportata è rappresentato come vede un cheratocono anche con la correzione dell’occhiale: rimangono delle “code” nei punti luminosi (il fenomeno è più forte on il buio).

C’è da segnalare che oggi si sono fatti dei passi avanti con le lenti da occhiale aberrometriche, che permettono una migliore correzione rispetto a quelle tradizionali, ma la cui prescrizione è complicata e richiede operatori specializzati.


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